
Era atteso da mesi il debutto nella prosa di Katia Ricciarelli, che questa
sera ha incantato il pubblico del Festival Teatrale di Borgio Verezzi (SV), recitando
nella prima assoluta italiana di Gloriosa, un testo di Peter Quilter, per la
regia di Enrico Maria Lamanna.La particolarità di questo testo sta proprio nella sua
protagonista, Florence Foster Jenkins, il soprano peggiore al mondo, lunica donna
che è riuscita ad azzeccare un acuto solo dopo un forte choc, dovuto a un incidente
mentre si trovava su un taxi! Sarebbe, dunque, ovvio pensare che per la Ricciarelli questo
ruolo sia stato faticoso da preparare. In ogni caso, sul palco ha portato una buona dose
di eleganza e verve comica, mostrandosi effervescente come meglio il pubblico non poteva
aspettarsi: il perfetto esempio di una diva che sa mettersi in gioco, nella realtà come
nella finzione teatrale; non a caso, una frase simbolica che il personaggio di Florence
pronuncia durante lo spettacolo: La gente potrà dire che non so cantare, ma nessuno
dirà mai che non ho cantato.
Sul palco con la Ricciarelli, linossidabile Fioretta Mari, nel ruolo di Dorothy, un
personaggio spumeggiante, che pur vivendo allombra delle illusioni di Florence, ha
bisogno di crederci anche più di Florence stessa. Tra i protagonisti anche Gianni
Garko,che regala momenti di pura comicità e suspence allo spettacolo (tuttavia, chissà
quale effetto avrebbe fatto sentirlo recitare senza un marcato accento inglese
);
Filippo Sandon, nel ruolo del pianista Cosme McMoon, tra tutti gli amici di Florence, è
quello più realista e meno disincantato, che tuttavia comprende il desiderio di sognare
della sua diva e fa di necessità virtù. Completano il cast Barbara Begala,
nel ruolo della spassosissima cameriera ispanica Maria e Rita Montes, che sul palco
rappresenta la categoria dei detrattori di Florence Jenkins.
Degni di essere citati anche alcuni brani che accompagnano lo spettacolo (che potrebbe
essere definita commedia di musica, poiché al centro della vicenda è la
musica): lAria della Regina della Notte, di Mozart e, a chiusura dello spettacolo,
un duetto registrato dalla Ricciarelli con il Maestro Pavarotti, di Vissi darte,
tratto dalla Tosca di Puccini.
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